A little bit of Country… #11

Venerdì 21 agosto 2020 su etichetta MCA Nashville è uscito l’ottavo studio album del cantante Country Josh Turner. Originario del South Carolina, anno 1977, da ragazzo ha fatto parte di un gruppo gospel che si esibiva in tutto lo stato ed il debutto ufficiale avvenne nel dicembre 2001, quando venne invitato ad esibirsi al Grand Ole Opry. Sul palco cantò Long Black Train, pezzo scritto interamente da lui, ottenne una standing ovation e la richiesta di un bis.
Nel 2003 uscì l’album di debutto, omonimo del pezzo con cui aveva suonato al Grand Ole Opry due anni prima, con il quale salì al 3º posto nella Top Country Albums. Durante la sua ancora giovane carriera, ha prodotto diciassette singoli di cui quattro hanno raggiunto il N°1. Tutt’oggi produce e si esibisce in musica Gospel e cristiana.

Il titolo dell’album è quello della traccia numero quattro, cover del pezzo co-scritto da Hank Williams Jr. per l’album Montana Cafe del 1986. Turner esegue la canzone assieme al giovanissimo cantante Chris Janson. Tutti i pezzi dell’album sono stati scelti da Turner perché parte della sua crescita, della sua gioventù, legati a ricordi particolari. Tra le canzoni ci sono I’ve Got It Made di John Anderson, Midnight in Montgomery di Alan Jackson, I’m No Stranger to the Rain di Keith Whitley, Desperately portata al successo da George Strait, The Caretaker di Johnny Cash, Good Ol’ Boys di Waylon Jennings. Quest’ultima è stata la sigla del noto serial The Dukes of Hazzard, di cui Jennings era l’originale storyteller.

Tornando all’album di Turner, una chicca davvero emozionante è stata la collaborazione per la cover di Forever And Ever, Amen. Co-scritta da Paul Overstreet e Don Schlitz, registrata da Randy Travis, venne pubblicata nel marzo 1987 come primo singolo dell’album Always & Forever, divenne il suo terzo N°1 nella Billboard Hot Country Singles. La voce Travis si sente solo nell’ultima parola della canzone, una voce leggera, come trasognata forse incredula poiché per Travis è stato il primo ritorno in sala registrazione dopo l’ictus del 2013 che gli ha lasciato numerosi e pesanti strascichi.

L’album mi piace, non lo trovo eccezionale ma è un buon album di cover. La voce baritonale di Turner rende giustizia a pezzi quali Good Ol’ Boys e The Caretaker, ma anche Why Me di (e con) il leggendario Kris Kristofferson. Il sound è Neotraditional, forse un po’ più rock in I’m No Stranger To The Rain, con qualche chitarra elettrica di troppo (per i miei gusti).
Se volete farvi un’idea dell’album potete andare sulla pagina YouTube dell’artista, precisamente alla playlist dedicata a Country State of Mind.

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