Me, myself and… Books #13

Qualche giorno fa ho raccolto della menta, che, assieme ad altri ingredienti e grazie al mortaio, è diventata un pesto fresco consumato durante il pranzo, il quale ha avuto come accompagnamento i capitoli finali di Viva il Latino di Nicola Gardini.

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Pubblicato nel maggio 2016 ed edito da Garzanti, Viva il latino nasce dalla penna di Nicola Gardini, molisano naturalizzato milanese, classe 1965, attualmente professore all’Università di Oxford, con alle spalle studi tra nuovo e vecchio mondo, latinista e scrittore e poeta e pittore…
Il latino, lingua italica d’antica origine indoeuropea, per Gardini è una passione che nasce da bambino e che tutt’ora arde e questo innamoramento traspare parola dopo parola, capitolo dopo capitolo. L’autore parla del suo incontro con il latino, del suo coinvolgimento, dei suoi studi. Parla con fervore dell’importanza che il latino ha avuto, ed ancora HA, nella storia italica e mondiale, la Bellezza ch’esso ha portato, che ha testimoniato nel corso dei secoli attraverso opere, proclami, poemi.


Viva il latino è un titolo presente in formato cartaceo, eBook e audio e proprio quest’ultimo, grazie ad Audible, ho ascoltato tramite la voce dell’autore stesso. E la voce ha dato maggior enfasi al profondo amore e rispetto che Gardini nutre per il latino. È stato come presenziare ad una lezione durante la quale l’insegnante inebria gli alunni con la passione per la Conoscenza, portata in essere tramite un’antica lingua non più parlata ma ancora pulsante. Viva il latino è una dichiarazione d’amore, un’ode moderna ad una complessa amante, che può essere apprezzata da chi ha studiato il latino ma anche da chi, purtroppo, non ha avuto questo privilegio coltivando tuttavia, nel proprio piccolo orticello, la gioia e la curiosità per il Sapere, per la Storia.
Tutto ha una storia, le parole per descriverla in primis ed il latino È parte fondamentale della storia delle parole. E della storia in sé.

Voce e saggio di Gardini, hanno fatto da sfondo ad un piatto di tartare di salmone, avocado, riso nerone, il tutto condito con il pesto alla menta di cui ho accennato ad inizio articolo. Il riso nero è originario della Cina e il nerone, integrale dal gusto aromatico e dalla lunga bollitura (circa quaranta minuti), è una varietà italiana che si differenzia dal Venere per grandezza del chicco. La varietà nerone viene coltivata nella Pianura Padana, nelle province di Novara e Vercelli. Poiché ha un indice glicemico molto più basso rispetto al classico riso bianco, può essere consumato da coloro che soffrono di diabete ed iperglicemia (in quantità controllate, ovviamente).

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20 pensieri su “Me, myself and… Books #13

  1. Casalinga Sempre Felice ha detto:

    Che bell7ssimonarticol9 che hai scritto, condivido pienamente che la lingua latina sia una bella espressione, di notevole eleganza e cultura. Per quanto riguarda invece la ricetta, ben riuscita anche proprio dal punto di vista estetico, tra l’altro composta di 5utti quegli ingrediente che a me piacciono tanto riso Venere compreso: lo adoro!!! Bravissima 😉

  2. Un piatto ricercato che si abbina a un libro non per tutti. Purtroppo, molte persone reputano il latino (e il greco) una li ngua morta e inutile, lasciando subito trasparire il loro modo gretto di ragionare.
    La raffinatezza (anche di pensiero) non è per tutti.

  3. Purtroppo non conosco il latino … chissà mai se un giorno potrò colmare questo lacuna.
    Intanto posso sicuramente approfondire il riso Nerone, e sinceramente mi domando come mai io abbia finora utilizzato soltanto il Venere.
    Grazie per la dritta!

  4. Nemmeno io lo conosco, ma amando l’etimologia delle parole mi ci sono accostata. Prova a leggere Gardini, oppure ad ascoltarlo dato che ha una voce stupenda ed una dizione sublime!
    Il nerone sa di pane appena cotto! È veramente un buon riso.
    Buona domenica e grazie per la visita!

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