Me, myself and… Books #14

Oggi piove.
Una pioggia fine e intensa che ha rinfrescato parecchio l’aria. Finalmente!

vid by me

E mentre fuori continua a piovere, ho messo a cuocere la marmellata con i mirtilli comprati a Cerreto venerdì scorso ed ho finito l’ennesimo libro in lettura.

Di nuovo, un audiolibro.
I 🧡🤎🧡 AUDIOBOOKS‼️

Bill Bryson, nato in Iowa nel 1951, durante i primi anni universitari decise di prendersi una vacanza per girare in Europa. Torna, scrive un libretto sulle sue avventure, riparte (in compagnia del mitico Katz), trova lavoro in un ospedale psichiatrico dove incontra l’infermiera Cynthia che diverrà sua moglie, poi torna in USA assieme a lei per finire definitivamente gli studi universitari e poi, di nuovo, in Gran Bretagna. Trova lavoro come giornalista, insieme a moglie e figli cambia spesso città di residenza, poi torna per qualche anno nel New Hampshire e poi, forse definitivamente forse fino al prossimo prurito, eccolo sbarcare nuovamente in UK. Giornalista per diverse testate, scrittore di testi di saggistica, molto attivo nel campo della comunicazione e della conservazione del territorio, riceve molte lauree ad honorem e nel 2013 viene eletto, primo non britannico nella sua storia, Honorary Fellow della Royal Society. Possiede doppia cittadinanza, USA/UK. Dopo aver viaggiato e scritto quasi una ventina di libri, Bryson, nel 2020, annuncia di ritirarsi dalla scrittura.

Pubblicato in USA nel 1998 e in Italia con Guanda nel 2000, Una passeggiata nei boschi (A Walk in the Woods: Rediscovering America on the Appalachian Trail) racconta di quando Bryson, all’epoca residente nel New Hampshire, decise di percorrere il sentiero escursionistico Appalachian Trail insieme all’amico Katz (pseudonimo di Matt Angerer). Chilometro dopo chilometro, Bryson e Katz si imbattono in tipi eccentrici, luoghi sperduti, veri tuguri ma anche persone gentili e altruiste. Immersi nel verde e nella natura, si rendono conto di quanto su tutto imperi il guadagno economico, il turismo di massa, il pressappochismo. Qualcuno che ama ancora il Camminare, il vivere a contatto con la natura, lo sfidare sé stessi ad una sorta di ritorno alle origini dimenticando, almeno per un po’ di tempo, progresso e modernità, ancora si trova ma è sempre più una minoranza ed anche se rincuora, il toccare con mano quanto danno la nostra specie abbia inflitto alle altre e all’ambiente fa male, dà molto da riflettere. Con la sua solita verve, l’ironia a tratti pungente ma mai noiosa, con il suo saper divulgare non tediando ma anzi portando attenzione su temi importanti, Bryson ci regala l’ennesimo suo libro di viaggio, viaggio fisico e metafisico che muove il corpo e stuzzica la mente.

50 pensieri su “Me, myself and… Books #14

  1. Mi sono interessata su come si realizza un audiolibro. Purtroppo, con la voce sintetizzata, anche se molto simile alla voce umana, non viene accettata da Amazon. Bisogna ricorrere a un attore che lo fa per professione e questo ha un costo notevole, motivo per cui ho accantonato il progetto.

  2. Bellissimo!!! Anche qui oggi piove, l’aria si è rinfrescata e per fortuna. Il libro è l’autorevole cui hai parlato così al volo non mi pare di conoscerlo, m’informero, poi ci sta anche che mi torni alla mente. Buon pomeriggio 😉

  3. Anche certi programmi tv che parlano di natura sono in realtà coerenti con una mentalità rivolta al guadagno e allo stile di vita occidentale, ad esempio programmi sugli animali che poi pubblicizzano le corse su slitte trainate dai cani.

  4. No, cose italiane. Il programma cui mi riferivo è “L’arca di Noè” su C5. ma in generale non mi piace l’idea degli umani di poter fare tutto e tutto potersi permettere, e in effetti non è solo una faccenda occidentale, pensando a quello che combinano in medioriente, tipo lo sci in Qatar .

  5. Durante i pasti seguiamo qualche TG e finisce per rimanerci attaccato qualche pezzo di altre trasmissioni. In questi giorni, ad esempio, sto constatando che orrore è il tanto osannato Blob che ti riversa addosso tutte le brutture sia della tv che del mondo, perlomeno quel mondo che finisce nella tv medesima.

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