FotoPoesia #18

pic by me

I hear a voice low in the sunset woods;
Listen, it says: “Decay, decay, decay!”
I hear it in the murmuring of the floods,
And the wind sighs it as it flies away.
Autumn is come; seest thou not in the skies,
The stormy light of his fierce lurid eyes?
Autumn is come; his brazen feet have trod,
Withering and scorching, o’er the mossy sod.
The fainting year sees her fresh flowery wreath
Shrivel in his hot grasp; his burning breath
Dries the sweet water-springs that in the shade
Wandering along, delicious music made.
A flood of glory hangs upon the world,
Summer’s bright wings shining ere they are furled.


Fanny Kemble – I Hear a Voice Low in the Sunset Woods

Frances Anne Kemble, detta Fanny, nacque nel novembre 1809 in una famiglia che di teatro viveva (ma non solo, infatti la sorella Adelaide fu una famosissima cantante lirica). Lei stessa fu attrice, oltre che scrittrice di memorie, poesie, opere di viaggio e teatrali. Non solo parte di una grande famiglia di attori e cantanti, ma anche allieva delle migliori scuole e dei migliori insegnanti dell’epoca. Fanny respirava teatro e cultura a 360º. All’età di vent’anni compie il debutto ufficiale al Covent Garden Theatre, nei panni di Giulietta nel dramma di William Shakespeare.
In tour teatrale negli Stati Uniti, conobbe, e sposò poi, Pierce Mease Butler discendente di possessori di piantagioni di cotone nel sud. Quando Fanny, con le figlie avute nel frattempo, poté recarsi in Georgia, dove il marito aveva i possedimenti, rimase scioccata dalla schiavitù e dalle orrende condizioni a cui gli schiavi erano costretti. Prese appunti per tutto il periodo, ma poté pubblicare il suo Journal of a Residence on a Georgian Plantation in 1838–1839 soltanto dopo il divorzio, l’inizio della guerra civile e la maggiore età delle figlie (che l’ex-marito, pure incallito fedifrago, durante il problematico matrimonio usava come minaccia per scoraggiarla). Di nuovo libera, riprese a recitare in teatro con numerose esibizioni su testi shakespeariani. Viaggiò e scrisse memorie di viaggio. Tradusse testi di altre lingue come Alexandre Dumas e fu cara amica di Henry James, il quale ricevette da lei lo spunto e le idee per Washington Square. Finì il suo percorso terreno nel gennaio 1893 a Londra.

15 pensieri su “FotoPoesia #18

  1. Con grande umiltà ammetto che non conoscevo questa donna straordinaria.
    Una figura molto interessante, come lo sono i suoi versi che hai condiviso con noi.
    Dovrò fare delle ulteriori ricerche a riguardo.

    Per quanto riguarda il componimento, ho apprezzato molto l’aria autunnale descritta. L’autrice sa cogliere i tratti distintivi – e più belli – dell’arrivo dell’autunno, la stagione che preferisco da diversi anni. Non l’ho amata da subito, perché è una stagione schiva, ma una volta scoperta in tutta la sua magnificenza… non si può non adorarla.
    Bellissima anche la foto. Nelle mie strambe associazioni mentali, io collego molto il tramonto all’autunno.
    Grazie per questo articolo molto “arricchente”, sotto molti punti di vista.

  2. Grazie a te, per avere sempre belle parole 🙂
    Non la conoscevo nemmeno io, sono inciampata su di lei tempo fa, cercando poesie sull’autunno. Una figura davvero notevole, mi piacerebbe leggere altro di suo.
    Buona giornata.

  3. Mi aveva conquistata già solo con la poesia, ma la biografia! ❤
    Con un debutto grandioso come il suo, la vita è stata poi veramente dura … ma una Anima bella come la sua, ha saputo riprendersi e da Grande Donna quale è, ha visto riconosciuti i suoi meriti.

I commenti sono chiusi.