FotoPoesia #26

pic by me

I think that I shall never see
A poem lovely as a tree.
A tree whose hungry mouth is prest
Against the earth’s sweet flowing breast;
A tree that looks at God all day,
And lifts her leafy arms to pray;
A tree that may in Summer wear
A nest of robins in her hair;
Upon whose bosom snow has lain;
Who intimately lives with rain.
Poems are made by fools like me,
But only God can make a tree.


Non credo che vedrò mai
una poesia bella come un albero.
Un albero la cui bocca bramosa sia attaccata
al dolce seno fluente di madre Terra.
Un albero rivolto a Dio per tutto il giorno,
che innalza al cielo le sue frondose braccia
in segno di preghiera.
Un albero che in estate può indossare
un nido di pettirossi tra i capelli.
Sopra il cui cuore la neve si stende leggera,
che vive intimamente con le piogge.
Le poesie sono scritte dagli sciocchi come me,
ma solo Dio può creare un albero.

Traduzione di filastrocche.it


Trees – Joyce Kilmer

Alfred Joyce Kilmer nasce nel dicembre 1886 a New Brunswick, New Jersey. Quarto e ultimo figlio di Frederick Barnett Kilmer, medico e chimico impiegato dalla Johnson and Johnson Company e inventore del borotalco per bambini, e la scrittrice e compositrice Annie Ellen Kilburn. Il periodo scolastico è costellato di ottimi risultati che lo portano prima in quella che oggi è la Rutgers University e poi alla Columbia University. Qui, diviene editore del giornale del campus e membro attivo di un gruppo letterario e di uno di dibattito. Nel maggio 1908 si laurea, il mese seguente sposa la compagna di lungo corso, Aline Murray, giovane poetessa con la quale avrà cinque figli. Anche la vita dopo la laurea segue dei passi simili al periodo degli studi; inizia come insegnante di latino, scrive saggi, recensioni e poesie che riesce a far pubblicare. Decide quindi di trasferirsi a New York per dedicarsi esclusivamente al mondo letterario. Lavora per i primi tempi presso la casa editrice Funk and Wagnalls, dedicandosi alla preparazione di una edizione del The Standard Dictionary. Nel 1911 pubblica la prima raccolta di versi, Summer of Love. Nell’anno successivo diviene conferenziere e soprattutto scrittore speciale per il New York Times Review of Books e il New York Times Sunday Magazine. Il successo ed il riconoscimento esplodono e si confermano nel 1913, quando, in agosto, sulla rinomata rivista Poetry, viene pubblicata la poesia Trees/Alberi; l’anno successivo vede luce la raccolta Trees and Other Poems. La fede cattolica per Kilmer era molto importante, pregare per la figlioletta Rose malata di poliomielite era un qualcosa che compiva quotidianamente. Rose muore nel 1917, poco prima della nascita del fratellino Christopher e del dispiegamento del padre in Europa. Infatti, Kilmer si era arruolato nella Guardia Nazionale finendo poi reclutato nell’Esercito. Avrebbe dovuto scrivere un libro sulla guerra, di cui aveva già stipulato contratto e deciso il titolo, ma durante il periodo in Francia, dove il suo reggimento giunse in novembre, riuscì soltanto a buttare giù qualche bozza e qualche verso. Il più notevole di questi lavori resta la commemorativa Rouge Bouquet. Il valore e la forza mostrati prima ai tempi scolastici e poi lavorativi, si mostrano anche indossando la divisa. Kilmer viene subito apprezzato per le sue capacità ed il suo impegno, ottenendo sul campo il grado di sergente. Il 30 luglio 1918 viene messo a capo di una squadra per la ricerca del posizionamento di punti di attacco tedeschi; muore sul campo trafitto al capo probabilmente dalla pallottola di un cecchino, nei pressi del villaggio di Seringes-et-Nesles. Aveva trentun anni. Viene poi sepolto allo Oise-Aisne American Cemetery and Memorial. A New Brunswick, presso l’Elmwood Cemetery, viene eretto un cenotafio in sua memoria.

11 pensieri su “FotoPoesia #26

  1. Pensiero laterale: una persona degna, dotta, intelligente. padre di famiglia… che muore in guerra. Non per dire che in guerra debbano morire solo gli stupidi ed i senza famiglia, ma per dire quanto la guerra ci possa privare anche delle eccellenze che rendono il mondo migliore.

  2. Buonasera, è molto che non commento qualcosa scritto da te e, devo dire, mi è mancato molto. I tuoi articoli sono sempre interessanti e si inpara sempre qualcosa di nuovo, che sia di letteratura, storia o scienza.
    La foto in apertura è stupenda, coglie esattamente il mio attimo preferito della sera, in tutte le stagioni: il passaggio dal tramonto al crepuscolo, quando la luce del sole si è ormai estinta e il cielo assume quei delicati toni rosati che virano al violetto sfumante nel blu.
    Toni delicati che sono ripresi dalla poesia, la quale sembra descrivere l’albero come una creatura silvana, come una ninfa.
    È stato un pezzo molto rilassante da leggere, un perfetto accompagnamento serale.
    È un peccato che tali poeti meno noti non siano citati più spesso, ma comprendo che, nel panorama attuale, è già una gran cosa se si riesce a nominare figure più note.
    La traduzione italiana è ben fatta, quindi complimenti anche per aver scelto quella che probabilmente rende al meglio la soavità dei versi originali.
    Spero di poter passare più spesso per leggere e commentare i tuoi scritti. ☺☺

  3. Il tramonto è anche il mio momento prediletto, così come l’autunno è la mia stagione. Leggendo la poesia mi è venuta in mente una foto presa qualche giorno fa, sull’Appennino ligure: entrambe semplici e armoniche. Grazie per la visita e le belle parole. Buona serata. 🤎🧡

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