Il Ragno di Leonardo

Trovato il ragno uno grappolo d’uve, il quale per la sua dolcezza era molto visitato da ave e diverse qualità di mosche, li parve aver trovato loco molto comodo al suo inganno. E calatosi giù per lo suo sottile filo, e entrato nella nova abitazione, lì ogni giorno, facendosi alli spiraculi fatti dalli intervalli de’ grani dell’uve, assaltava, come ladrone, i miseri animali, che da lui non si guardavano. E passati alquanti giorni, il vendemmiatore còlta essa uva e messa coll’altre, insieme con quelle fu pigiato. E così l’uva fu laccio e ’nganno dello ingannatore ragno, come delle ingannate mosche.

Leonardo Da Vinci

13 pensieri su “Il Ragno di Leonardo

  1. Non ho paura dei ragni, che tengo anche in mano, e salvo loro la vita ogni volta che mi è possibile. Per esempio se ne trovo uno in casa, lo raccolgo e lo deposito con mille accortezze fuori dalle stanze. All’interno dell’abitazione tolgo le ragnatele, ma fuori casa (poggiolo, terrazza), se non sono invadenti le lascio.

  2. Anche io sono un “salva-lumache” e “salva-chiocciole”. Un giorno una tipa mi ha pure detto “ma cosa stai facendo?”.
    Il mio problema è che sono troppo educato.

I commenti sono chiusi.