Il Ragno di Leonardo

Trovato il ragno uno grappolo d’uve, il quale per la sua dolcezza era molto visitato da ave e diverse qualità di mosche, li parve aver trovato loco molto comodo al suo inganno. E calatosi giù per lo suo sottile filo, e entrato nella nova abitazione, lì ogni giorno, facendosi alli spiraculi fatti dalli intervalli de’ grani dell’uve, assaltava, come ladrone, i miseri animali, che da lui non si guardavano. E passati alquanti giorni, il vendemmiatore còlta essa uva e messa coll’altre, insieme con quelle fu pigiato. E così l’uva fu laccio e ’nganno dello ingannatore ragno, come delle ingannate mosche.

Leonardo Da Vinci

FotoPoesia #22

pic by me

La nebbia come conforto della solitudine.
Walter Benjamin – Angelus Novus




Walter Benjamin nacque a Berlino nel 1892 in una agiata famiglia ebraica. Una vita intensa, dettata da entusiasmi intellettuali e sentimentali e divisa tra mille interessi e mille pubblicazioni. Giovanissimo, si unisce alla Jugendbewegung, movimento culturale ed educativo incentrato particolarmente sulle attività all’aperto. Si dedica a svariati studi, matematica e filosofia e misticismo ebraico; pubblica saggi, traduce nomi importanti (Baudelaire), si mantiene facendo critiche e recensioni pubblicando in varie riviste (tentando di fondarne proprie), si interessa di arte e scrive molto su questo argomento intrecciandolo con la sua visione filosofica. L’amante incontrata dopo la crisi del suo matrimonio lo porta ad avvicinarsi al marxismo. Con l’avvento del Terzo Reich sarà costretto a rifugiarsi a Parigi, trovando sostegno anche nell’amico Bertolt Brecht. Per tre mesi viene rinchiuso nel campo di prigionia di Nevers (Francia) in quanto cittadino tedesco. Nel giugno 1940 Parigi viene occupata dai tedeschi e Benjamin fugge in Spagna, con la speranza di imbarcarsi per gli Stati Uniti. A Portbou in Catalogna viene fermato alla frontiera e temendo di essere riportato in Francia, quindi di nuovo in mani tedesche, si suicida.