Me, myself and… Books #11

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Concordo poco con la scelta del titolo italiano, in originale The Reluctant Mr. Darwin: An Intimate Portrait of Charles Darwin and the Making of His Theory of Evolution. Ecco, queste parole che compongono il titolo dicono chiaramente di cosa tratta il libro. Una breve biografia del padre dell’evoluzione tramite selezione naturale, un racconto del lungo periodo di gestazione e del perché tale periodo fu così lungo. Charles Darwin iniziò l’estenuante processo mentale che lo porterà alla più grande rivoluzione nel campo delle scienze della vita, durante il lungo viaggio a bordo del brigantino Beagle. Dal suo rientro in quel di Falmouth in Cornovaglia (2 Ottobre 1836) al giorno della pubblicazione di On the Origin of Species by Means of Natural Selection, or the Preservation of Favoured Races in the Struggle for Life (24 novembre 1859), trascorsero parecchi anni. Parecchi. Tramite questo volumetto pubblicato nel 2006, David Quammen ci parla dell’incubazione della teoria della trasmutazione (termine che Darwin preferiva ad evoluzione), dei mille e continui dubbi del suo autore, dei conflitti personali e dei drammi famigliari. The Reluctant Mr. Darwin è il ritratto chiaro ed esaustivo di un uomo complicato, pieno di domande e sempre alla ricerca del come e del perché. Un uomo allergico alla fama, alla socialità, alle manifestazioni in suo onore, che prediligeva lo studio continuo ed incessante sulla Vita. Trovo perfetto questo titolo come antipasto, da godere grazie alla sportiva e frizzante capacità divulgativa di Quammen, da leggere come introduzioni alla immensa bibliografia riguardante Charles Darwin.




In questa foto, The Reluctant Mr. Darwin è accompagnato da una delle mie colazioni preferite: oats pancake, fiocchi d’avena integrali, albume, latte vaccino, eritritolo (non uso saccarosio), lievito di birra fresco; una frullatina, riposo notturno in fondo al frigo e poi direttamente in padella per pancake soffici, leggeri e gustosamente sani. E in questa stagione delle belle e profumate fragole. Nutrimento per il corpo e nutrimento per la mente.

Ieri, centottantacinque anni fa…

Il brigantino classe Cherokee H.M.S. Beagle si trovava in viaggio da quasi quattro anni e da circa una settimana aveva lasciato il porto di Lima, in Perù.
Varato nel maggio 1820 sotto la Royal Navy e armato di dieci cannoni (divenuti successivamente sei), partecipò alla parata per i festeggiamenti dell’incoronazione di Giorgio IV, il re soprannominato First Gentleman per il suo abbigliamento ed il suo comportamento entrambi assai eccentrici. Dopo un periodo in acqua ma senza attività, il Beagle levò le ancore nel maggio del 1825 con il compito di fungere da supporto per la H.M.S. Adventure del capitano King, in un viaggio esplorativo dell’estrema America meridionale. Fu un viaggio molto duro, soprattutto per il capitano del Beagle, Pringle Stokes, che cadde in una delirante depressione finendo con il suicidarsi. Dopo alcune vicissitudini il nuovo comandante fu il capitano Robert FitzRoy, considerato poi un innovatore nel campo delle previsioni meteorologiche.
FitzRoy non perse tempo. Rientrato in Inghilterra fece apportare modifiche e migliorie al brigantino, introducendo un equipaggiamento notevole ed utile allo scopo esplorativo che si sarebbe ripetuto nel nuovo viaggio. Nel primo pomeriggio del 27 dicembre 1831 il Beagle salpò dal porto di Plymouth. Dopo quasi quattro anni, di cui più di tre trascorsi in una minuziosa esplorazione del Sudamerica, compresi le Falkland, la Patagonia e la Cordigliera delle Ande, il brigantino lasciò Lima ed il 15 Settembre 1835 calò le ancore nei pressi di San Cristóbal, la più orientale delle isole che formano l’arcipelago delle Galápagos. A bordo settantadue membri dell’equipaggio ed il giovanissimo naturalista Charles Darwin.

Nato nel febbraio 1809 a Shrewsbury, nelle West Midlands, Darwin aveva poco prima ricevuto lettere nelle quali lo consigliavano di accettare l’offerta di unirsi alla spedizione del Beagle. Decisivo presso il padre fu l’intervento dello zio, Josiah Wedgwood II, uomo di cultura e figlio di quel Josiah senior che fondò la famosa ditta di porcellane Wedgwood. Le osservazioni del giovane Darwin, all’epoca della partenza era ventiduenne, iniziarono nel gennaio 1832 presso le isole di Capo Verde.
L’entusiasmo di Darwin durante tutto il viaggio ben traspare dal saggio The Voyage of the Beagle, in italiano Viaggio di un naturalista intorno al mondo, originariamente pubblicato nel maggio del 1839 come terzo volume del più ampio The Narrative of the Voyages of H.M. Ships Adventure and Beagle. Fu il capitano FitzRoy a proporre a Darwin di partecipare alla stesura dell’ampio e dettagliato resoconto, per occuparsi della parte relativa alla storia naturale. Il volume scritto dal giovane Charles, intitolato Journal and Remarks, 1832–1835, fu così di impatto ed ebbe così successo da far decidere all’editore di ripubblicarlo ad agosto da solo con il titolo Journal of Researches into the Geology and Natural History of the various countries visited by H.M.S. Beagle. A quanto pare senza chiedere nulla al diretto interessato…
Nel 1845 uscì una nuova edizione, grazie all’interessamento dell’editore John Murray da cui Darwin fu pagato, nella quale iniziarono a vedersi modifiche, aggiunte e riflessioni, partendo dal titolo, Journal of Researches into the Natural History and Geology of the countries visited during the voyage of H.M.S. Beagle round the world, frutto di un continuo lavoro da parte del giovane naturalista che si basava non soltanto sui resoconti scritti ma in particolare dall’attento studio di tutto il materiale raccolto nei cinque anni di viaggio, durante il quale trascorse più di tre anni a terra. Nel 1905 la ripubblicazione, questa volta recante il titolo divenuto poi quello definitivo ossia The Voyage of The Beagle. Dalla morfologia del territorio agli usi e costumi delle varie popolazioni, soprattutto indigene, dalla biologia alla geologia, tutto il saggio è pregno dell’esuberante entusiasmo di Darwin; finissimo ed attento osservatore, non c’era nulla che non attirasse la sua curiosità ed in particolare nell’edizione del 1845 si possono già trovare dubbi e riferimenti sulla fissità delle specie e accenni e primi germogli di quella che sarà la sua teoria dell’evoluzione basata sulla discendenza e sulla selezione naturale. Durante gli anni della esplorazione, Darwin non si tirò indietro di fronte a nulla. Ogni esperienza veniva accolta con fervore e portata a termine con acutezza ed intelligenza. Scalò montagne, percorse a cavallo sperdute pianure, incontrò i più svariati personaggi, scendendo in un porto e dando appuntamento al Beagle in quello successivo. Con sé sul brigantino aveva copia dei volumi componenti il saggio Personal Narrative del prussiano Alexander von Humboldt, naturalista e geografo ed esploratore di enorme impatto sulle scienze ma attualmente un po’ dimenticato, di cui si può leggere la stupenda ed appassionata storia nel saggio L’ invenzione della natura. Le avventure di Alexander Von Humboldt, l’eroe perduto della scienza di Andrea Wulf.
Viaggio di un naturalista è un resoconto minuzioso, puntiglioso, estremamente ricco dove protagonista è l’infinita passione del giovanissimo naturalista che proprio grazie a molte osservazioni comparate effettuate alle isole Galápagos, getterà il seme di una delle più grandi rivoluzioni scientifiche. A tratti pecca forse un po’ di logorrea, ma poiché da Darwin non si torna indietro ciò gli è perdonato.