Il Ragno di Leonardo

Trovato il ragno uno grappolo d’uve, il quale per la sua dolcezza era molto visitato da ave e diverse qualità di mosche, li parve aver trovato loco molto comodo al suo inganno. E calatosi giù per lo suo sottile filo, e entrato nella nova abitazione, lì ogni giorno, facendosi alli spiraculi fatti dalli intervalli de’ grani dell’uve, assaltava, come ladrone, i miseri animali, che da lui non si guardavano. E passati alquanti giorni, il vendemmiatore còlta essa uva e messa coll’altre, insieme con quelle fu pigiato. E così l’uva fu laccio e ’nganno dello ingannatore ragno, come delle ingannate mosche.

Leonardo Da Vinci

VideoPoesia #1

vid by me

A drop fell on the apple tree,
Another on the roof;
A half a dozen kissed the eaves,
And made the gables laugh.

A few went out to help the brook,
That went to help the sea.
Myself conjectured, Were they pearls,
What necklaces could be!

The dust replaced in hoisted roads,
The birds jocoser sung;
The sunshine threw his hat away,
The orchards spangles hung.

The breezes brought dejected lutes,
And bathed them in the glee;
The East put out a single flag,
And signed the fete away.



Una Goccia cadde sul Melo
Un’altra – sul Tetto
Una Mezza Dozzina baciarono le Gronde
E fecero ridere i Frontoni
Alcune si spinsero oltre per aiutare il Ruscello
Che andava ad aiutare il Mare
Io Congetturavo che fossero Perle
Che Collane sarebbero state

La Polvere fu rimpiazzata, nelle Strade in Salita
Gli Uccelli cantarono giocosi
La Luce del Sole gettò via il Cappello
I Cespugli – sparsero lustrini

Le Brezze portarono afflitti Liuti
E li bagnarono nel Gaudio
Poi l’Oriente espose un’unica Bandiera
E siglò la fine della Festa



Traduzione di Giuseppe Ierolli
Summer Shower – Emily Dickinson

Avrei voluto…

Avrei voluto terminare il pezzetto che stavo scrivendo su Berrettini e Wimbledon, primo italiano ad arrivare nella finale del più famoso torneo tennistico sull’erba, ma la voglia è passata. Cancellata dalla tristezza e dal vuoto dell’ennesima perdita. Tre mesi fa ho detto addio al fratellino, il mio pazzerello, ora a lui, che io chiamavo Biancolillo poiché era figlio dei fiori. Amava cacciare, inseguire le foglie, dormire sotto gli alberi, salutare tutti quelli che conosceva… quando arrivava, prima di mangiare o bere o rannicchiarsi per il meritato pisolino, veniva a salutare. Codina dritta, la cui punta vibrava di gioia e gratitudine, mi guardava facendomi l’occhiolino e accettando volentieri qualche carezza. Aveva le zampette anteriori leggermente arcuate, questo lo faceva procedere come un ballerino di danza classica. Snello, leggiadro, curioso, volteggiava tra alberi e tetti sempre a caccia di qualcosa. Mi ha portato topini, lucertole, uccellini… era il nemico giurato di tutte le nidiate del circondario, non gli sfuggiva nulla. Ed aveva una macchietta a lato del naso, che io paragonavo ad un piccolo cuore perché apparteneva ad un micio dolcissimo e buono. Addio mio piccolo amico, il mio mondo sarà più triste senza di te.

2019 – 2021