Tatiana Eva-Marie – NowListening #15

Svizzera d’origine e d’adozione newyorkese, precisamente Brooklyn, Tatiana Eva-Marie possiede uno stile che è l’incontro felice di chansons française, swing e gypsy jazz. Con la sua Avalon Jazz Band, ha aperto concerti per Norah Jones e suonato in vari paesi di mezzo mondo.

Pubblicità

Dolce Duello – NowListening #13

Google image

Pubblicato nel novembre 2017 sotto etichetta DECCA, Dolce Duello vede l’unione della mezzosoprano romana Cecilia Bartoli e Sol Gabetta, violoncellista argentina che già all’età di cinque anni suonava violoncello e violino. Entrambe residenti in Svizzera, amiche nel privato, portano in questo progetto tutte le loro qualità. La voce spumeggiante, voluttuosa, dal particolare timbro duetta in modo sublime con il virtuosismo sapiente e struggente del violoncello, dando vita ad un eccentrico incontro puramente barocco. Le due artiste sono accompagnate dall’ensemble Cappella Gabetta, diretto da Andrés Gabetta (fratello di Sol) che è anche uno stimato violinista. Musiche di Albinoni, Vivaldi, Boccherini, Handel.

Potete ascoltarlo su YouTube Music e su Spotify.

NowListening #12

Chris Rodrigues, one-man band polistrumentista originario di Asheville, North Carolina, dove nacque nel 1989. Il padre abbandonò presto lui e la madre, i quali dovettero rimboccarsi le maniche impiegandosi in ogni sorta di lavoro per potersi mantenere. Chris ricevette bambino la sua prima chitarra, arrivando poi con gli anni ad esibirsi con varie band musicali ed anche in strada. Il suo genere spazia tra Country Blues, Americana, Jug Band, Appalachian folk.
Dal 2013 inizia ad esibirsi anche insieme a Abby Roach.
Abby ‘the Spoon Lady’ Roach, nata in Kansas nel 1981, fin da giovane vive principalmente on the road, tra autostop e treni merci, esibendosi come musicista di strada ed attivista per la libertà di parola. Impara l’arte del suonare i cucchiai, a mo’ di strumento di percussione, da autodidatta. Il suo repertorio musicale rientra in generi quali Americana, Early Jazz, Ragtime, Country Blues, Jug Band, Western swing, Appalachian folk.
Nel 2015 Abby e Chris sono apparsi del docu-film Buskin’ Blues di Erin Durham, che mostra come sia ancora molto sentita la cultura dello spettacolo di strada ad Asheville, dove Abby era capitata per caso, tra un treno e l’altro (almeno così dice lei…).
Vaden Landers è un cantautore trentenne originario dell’East Tennessee, vissuto come Abby e Chris tra lavoretti, vita in strada e performance di strada (buskers, così vengono definiti gli artisti di strada). Autodidatta, conosciuto con il soprannome di The Yodeling Country Bluesman, nel 2017 forma un gruppo incentrato principalmente su Honkytonk, Folk, Blues, Ragtime, Jazz, Western Swing e Old-Time Appalachian. La band ha come base Asheville, ma si esibisce in un continuo tour per tutto il paese.

NowListening #11

Agosto, all’interno di Year of Wonder: Classical Music for Every Day di Clemency Burton-Hill, di cui trovate playlist su Spotify e che, come già precedentemente scritto in italiano è stato orrendamente e inspiegabilmente tradotto con Un anno con Mozart (?!), inizia con un compositore, direttore d’orchestra e violinista che io, ahimè, conosco ben poco. Nato a Napoli nel gennaio 1868, studiò nel noto Conservatorio di San Pietro a Majella (divenuto tale nel 1826 su volere di Francesco I, dopo la precedente unione di altri quattro differenti istituti sotto il nome Real Collegio di Musica), arrivando a ricoprire il ruolo di direttore della Orchestre Lamoureux parigina, dove scrisse operette e balletti. Proprio a Parigi, nel 1904, compose quella che viene considerata la sua opera più famosa: la Csárdás.
Basata sull’omonima danza ungherese è composta in origine per violino e piano, oggi viene eseguita soprattutto dal violino, ma anche da orchestre e sassofono e solo piano.
La ritengo perfetta per questa prima domenica agostana, sorpresa da una fine pioggia.

NowListening #10

Come già raccontato, beh più che un racconto diciamo che erano proprio due righe… Dicevo, come già precedentemente accennato, luglio vede anche il compleanno di una delle più longeve band del panorama musicale inglese e globale. Sto parlando dei Rolling Stones, il cui co-fondatore Mick Jagger, personaggio alquanto eccentrico che tutti conosciamo (anche i non fan della band), oggi compie 78 anni. Come sia arrivato a questo onorevole traguardo resta uno dei grandi misteri…
L’ho già detto nello scorso scritto, i Rolling Stones non sono il mio genere, ma occorre dare a Cesare quel che è di Cesare e quindi riconoscere che come band hanno lasciato importanti impronte nella storia del Rock. Insomma, non sono una fan ma il panorama musicale sarebbe molto più povero se non ci fossero stati.
Oltre a She’s a Rainbow, trovo molto piacevole un pezzo contenuto nel loro primo album, omonimo e datato 1964. Co-scritta da Jagger e Keith Richards, registrata tra gennaio e febbraio (1964) in un piccolo studio del West End, finita nella prima pubblicazione nella versione senza la partecipazione del piano e corretta poi per le uscite successive, uscì successivamente in USA come singolo militando una decina di settimane nella Billboard Hot 100.

I want you back again
I want your love again
I know you find it hard to reason with me
But this time it’s different, darling you’ll see
You got to tell me you’re coming back to me
You got to tell me you’re coming back to me
You said we are through before
You walked out on me before
I tried to tell you but you didn’t want to know
This time you’re different and determined to go
You got to tell me you’re coming back to me
You got to tell me you’re coming back to me
I long for the nights to go by
I hear the knock on my door that never comes
I hear the telephone that hasn’t rung
You got to tell me you’re coming back to me





NowListening #9

Il 9 Luglio 1954 (alcuni dicono forse il 6 o 7…), al 706 Union Avenue a Memphis, Tennessee, all’interno dello Sun Studio, aperto da Sam Phillips nel gennaio 1950 con il nome Memphis Recording Service nello stesso edificio dell’etichetta discografica Sun Records, come B-Side di That’s All Right Mama, Elvis Presley assieme a Scotty Moore e Bill Black, rispettivamente chitarra e basso, registrò una versione di Blue Moon of Kentucky.

Purtroppo non riesco ad inserire nessuno dei video trovati, cliccate quindi QUI e buon ascolto!

La versione di Elvis non rispecchia l’originale lento valzer risultando più rockabilly, più veloce. Scritta nel 1945 da Bill Monroe, considerato il padre del Bluegrass, Blue Moon of Kentucky venne eseguita per la prima volta nell’agosto del 1945 al Grand Ole Opry, ormai noto e famoso appuntamento musicale settimanale da Nashville fondato nel novembre 1925. Registrata l’anno successivo a Chicago per Columbia Records, con chitarra e voce Lester Flatt e Earl Scruggs al banjo ad accompagnare Bill Monroe, venne pubblicata nel 1947 riscuotendo fin da subito un grande successo che la portò a vestire diverse versioni tra cui, appunto, quella rockeggiante di Elvis Presley. E nel 2002 l’originale di Bill Monroe venne scelta dalla Library of Congress per essere inserita nel National Recording Registry.

Blue moon of kentucky keep on shining
Shine on the one that’s gone and proved untrue
Blue moon of kentucky keep on shining
Shine on the one that’s gone and left me blue
It was on a moonlight night
The stars were shining bright
When they whispered from on high
Your love has said good-bye
Blue moon of kentucky keep on shining
Shine on the one that’s gone and said good-bye…

NowListening #8

Uno degli ascolti di oggi festeggia il 46º anniversario da quando scalò le classifiche Billboard. Il 14 Settembre 1974 al N°1 della Billboard Hot 100 si trovava I Shot the Sheriff. Scritta da Bob Marley e parte di Burnin’, sesto album della band jamaicana The Wailers. Dopo questo album il percussionista Bunny Wailer e il chitarrista e tastierista Peter Tosh lasciarono il gruppo, che divenne poi noto come Bob Marley & The Wailers. La canzone parla di un uomo che spara ad uno sceriffo, ma che poi viene accusato di averne ucciso il vice. Lo stesso Marley tempo dopo, in una intervista, commentò così:

“I want to say ‘I shot the police’ but the government would have made a fuss so I said ‘I shot the sheriff’ instead… but it’s the same idea: justice.”

Questa giustizia, disse successivamente l’allora compagna di Marley Esther Anderson, attrice scrittrice e documentarista, avrebbe avuto a che fare con le pillole anticoncezionali che assumeva all’epoca. Questa ‘cosa’ di voler seguire un controllo delle nascite infastidiva parecchio Marley, che scrisse così quella canzone sostituendo il medico che faceva le prescrizioni con uno sceriffo.

“Sheriff John Brown always hated me / For what, I don’t know / Every time I plant a seed / He said, ‘Kill it before it grow”

Ad arrivare in testa alla Billboard Hot 100 non fu però la versione originale di Bob Marley, ma quella un po’ più Soft Rock/Blues di Eric Clapton. L’artista ascoltò il pezzo del giamaicano grazie ad un membro della sua band che lo convinse a farne un singolo ed inserirla anche in un album. Il singolo uscì ad inizio luglio del 1974 per la RSO e come B-Side aveva Give Me Strenght. L’album, 461 Ocean Boulevard, uscito a fine dello stesso mese, arrivò al numero uno della US Billboard 200 e della Canadian Top Albums. Nel 2003 la versione di Clapton venne inserita nella Grammy Hall of Fame.

NowListening #7

Il 24 febbraio 2016 presso la Halle aux Grains di Tolosa si tenne la 23a cerimonia degli Victoires de la Musique Classique.
Istituiti nel 1985, i Victoires de la musique sono premi riguardanti musica Classica, Jazz, musique de Variétés et de Spectacle d’Humour; nel 1994 sono stati separati i premi per la sezione classica, Victoires de la musique Classique, e dal 2003 quelli per il Jazz, Victoires du Jazz.
Nel febbraio 2016 il riconoscimento Révélation soliste instrumental de l’année viene assegnato alla giovanissima trombettista Lucienne Renaudin Vary. Nata nel gennaio 1999 a Saint-Sébastien-sur-Loire (dipartimento della Loire-Atlantique, regione Pays de la Loire), tra studi di conservatori (tra cui il CNSMD de Paris, Conservatoire national supérieur de musique et de danse de Paris), concerti, festival, premi, collaborazioni di album, inizia e porta avanti il cammino da giovane prodigio che la conduce nel 2016 a firmare un contratto con la Warner Classics. Nell’ottobre 2017 pubblica il primo album da solista, The Voice of the trumpet, registrato assieme alla Orchestre national de Lille.
Un album di debutto nel quale con frizzante ed esuberante capacità spazia da Musical ad Opera, da Jazz a Classica. Alcuni ospiti l’accompagnano in pezzi quale ad esempio Povero Ernesto dal Don Pasquale di Donizetti, dove la voce tenorile appartiene a Rolando Villazón (che la ospitò nel 2016 nel suo programma Stars Von Morgen, ARTE).