Imperatore degli U.S.A.

Il 17 Settembre 1859 nell’edizione serale del San Francisco Evening Bulletin appare una lettera assai particolare.

At the peremptory request and desire of a large majority of the citizens of these United States, I, Joshua Norton, formerly of Algoa Bay, Cape of Good Hope, and now for the last 9 years and 10 months past of San Francisco, California, declare and proclaim myself Emperor of these United States; and in virtue of the authority thereby in me vested, do hereby order and direct the representatives of the different States of the Union to assemble in Musical Hall, of this city, on the 1st day of February next, then and there to make such alterations in the existing laws of the Union as may ameliorate the evils under which the country is laboring, and thereby cause confidence to exist, both at home and abroad, in our stability and integrity.
– NORTON I., Emperor of the United States.

«A perentoria richiesta e desiderio di una larga maggioranza di questi Stati Uniti, io, Joshua Norton, un tempo cittadino di Algoa Bay, Capo di Buona Speranza, e oggi e per gli ultimi scorsi 9 anni e 10 mesi cittadino di San Francisco, California, dichiaro e proclamo me stesso Imperatore di questi Stati Uniti; e in virtù dell’autorità in tal modo acquisita, con la presente ordino ai rappresentanti dei diversi Stati dell’unione di riunirsi in assemblea presso il Music Hall di questa città, in data primo Febbraio prossimo venturo, e lì procedere alla modifica delle leggi esistenti dell’Unione al fine di correggere i mali sotto i quali questa nazione si trova ad operare, e in tal modo ripristinare la fiducia, sia in patria che all’estero, nell’esistenza della nostra stabilità e integrità.
– Norton I, imperatore degli Stati Uniti»

Al Bulletin la pubblicazione viene fatta soprattutto con intento satirico, invece la pensa diversamente la popolazione. Norton I gira per le strade in una bella uniforme blu con tanto di bastone; parla con la gente, ascolta i loro problemi, dispensa consigli, controlla i cantieri soprattutto giù al porto. Inizia a stampare cambiali e pagherò che usa in negozi e ristoranti ed alcuni di questi li accettano pure. Scrive e firma vari decreti imperiali, tra cui lo scioglimento del Congresso, il licenziamento di Lincoln e del suo successore, l’abolizione della repubblica in favore della monarchia e l’abolizione del partito Repubblicano e Democratico. Scrive lettere anche alla Regina Vittoria, auspicando un loro matrimonio al fine di stringere i rapporti tra le rispettive nazioni. Nel 1867 una guardia privata lo pone in arresto con l’intenzione di farlo ricoverare presso una struttura sanitaria; un gran numero di cittadini si risente del fatto, arrivando a lamentarsi pesantemente. Il capo della polizia fa così rilasciare Norton I, il quale concede il magnanimo perdono. Da quel momento, i poliziotti che incrociano l’imperatore gli rivolgono un regale saluto. Il regno di Norton I dura 21 anni, durante i quali c’è anche un abbozzo di nominarsi Protettore del Messico quando Napoleone III lo invade nel 1862; nomina che viene revocata ben presto dallo stesso interessato. Ovviamente numerose sono le leggende che nascono attorno a questo eccentrico personaggio, tra cui quella che sarebbe un illegittimo figlio proprio di Napoleone III. L’8 Gennaio 1880, nei pressi della Old Saint Mary’s Cathedral, Norton I collassa sul marciapiede. Un poliziotto accorre, chiama una carrozza ma questa non giunge in tempo, poiché l’imperatore muore. Due giorni dopo, il San Francisco Chronicle titola ‘Le Roi Est Mort’.

Ma chi era, Norton I?
Joshua Abraham Norton nacque nel febbraio 1818 da una coppia di giovani inglesi contadini e mercanti di origini ebraiche. Alla tenerissima età di due anni, Norton, assieme ai genitori e moltissimi altri, fu a bordo della La Belle Alliance per raggiungere il Sud Africa durante le colonizzazioni del 1820. Della giovinezza poco è conosciuto, se non che lascia Cape Town probabilmente attorno al 1845 con in mano un buon lascito paterno. Nel 1849 giunge a San Francisco, entrando poi nel mercato immobiliare ed in quello dello smercio delle materie prime e la sua abilità lo portò, in pochi anni, a farsi un nome ed una buona posizione divenendo un cittadino prospero e conosciuto. Nel dicembre 1852, a seguito di un divieto di esportazione di riso della Cina, credette di fare il grande colpo: pensando che soltanto una nave giungesse dal Perù col prezioso cereale ne comprò l’intero carico con l’intento di ricavare una fortuna rivendendo il riso il cui prezzo era salito alle stelle. Purtroppo quella nave non era, ovviamente, da sola ed il piano di Norton crollò miseramente. Tentò vie giudiziarie, ma nel 1854 la Corte Suprema della California si pronunciò contro e due anni dopo dovette dichiarare fallimento. Dal 1856 al 1859 c’è qualche traccia, appare in una giuria e vive in una pensione in condizioni assai disagiate. Chi lo definiva eccentrico, chi disturbato, chi sempre più depresso e confuso in seguito al fallimento. Inizia a sentirsi scontento circa le strutture economiche, legali e politiche statunitensi e deciso ad iniziare un movimento atto a risanare queste ingiuste inadeguatezze, scrisse il Manifesto che inviò al San Francisco Evening Bulletin.
Norton morì in povertà ed il suo funerale venne pagato grazie ad un fondo istituito da una associazione, fondo a cui in molti aderirono. E moltissimi furono i curiosi che andarono a rendergli omaggio lungo il percorso funebre, seppur poi alla cerimonia al cimitero le persone in presenza furono un numero ben inferiore. Nel 1934 venne spostato in una tomba presso il Woodlawn Memorial Park Cemetery di Colma, California.

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